Bonus casa 2026: tutte le detrazioni in una pagina

Aggiornato agosto 2026 · Lettura 9 min · Fonti: Agenzia delle Entrate, ENEA

In breve: nel 2026 quasi tutti i bonus edilizi sono stati portati alla stessa aliquota 50% sull'abitazione principale, 36% sugli altri immobili Vale per ristrutturazione, ecobonus e sismabonus, su una spesa massima di 96.000 € per unità immobiliare, in 10 rate annuali. Fuori dallo schema restano il bonus mobili (50% su 5.000 €) e il conto termico, contributo del GSE e non detrazione. Bonus verde e barriere architettoniche al 75% non ci sono più.
Quanto costa a casa tua?

I prezzi qui sopra sono medie nazionali. Quello vero dipende dalla tua casa, dalla tua zona e da come è messa adesso: il modo più veloce per saperlo è chiederlo alle imprese della tua città.

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Fino a due anni fa ogni bonus aveva la sua percentuale: 65, 70, 75, 85, 110. Oggi il quadro è più semplice, ma anche meno generoso. La differenza non la fa più il tipo di lavoro: la fa dove abiti. Qui sotto trovi tutti i bonus attivi nel 2026 in una tabella sola, con una scheda breve per ciascuno.

Tutti i bonus casa 2026 in una tabella

Quadro dei bonus edilizi per le spese sostenute nel 2026 — detrazioni IRPEF salvo dove indicato
BonusDetrazioneTetto di spesaIn quanti anniCosa ci rientra
Ristrutturazione50% / 36%96.000 €10 anniManutenzione straordinaria, bagni, impianti, tramezzi, tetti, fotovoltaico
Ecobonus50% / 36%Massimali per intervento (vedi sotto)10 anniCappotto, infissi, pompe di calore, solare termico, schermature
Mobili ed elettrodomestici50%5.000 €10 anniArredi e grandi elettrodomestici, solo se collegati a una ristrutturazione
Sismabonus50% / 36%96.000 €10 anniInterventi antisismici in zona sismica 1, 2 e 3
Barriere architettoniche50% / 36%96.000 €10 anniIl 75% è finito: nel 2026 rampe, ascensori e bagni accessibili passano dal bonus ristrutturazione
Bonus verdeNon più attivo10 anniSolo rate residue di spese fino al 2024
Conto termico 3.0Contributo GSE, non detrazioneVariabile per intervento1–5 anniPompe di calore, biomassa, solare termico
Superbonus110% solo aree sismaLimiti specifici10 anniImmobili danneggiati dai terremoti del Centro Italia
Come leggere "50% / 36%": il 50% spetta a chi è proprietario (o titolare di un diritto reale) e ci abita davvero. Negli altri casi — seconde case, immobili affittati, inquilini, familiari conviventi — l'aliquota è il 36%.

Bonus ristrutturazione

A chi serve: a chiunque metta mano a casa in modo serio, dal rifacimento del bagno al cambio di impianti.
Cosa copre: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Sulle parti comuni del condominio anche la manutenzione ordinaria. Ci sta dentro pure il fotovoltaico con l'accumulo.
Come si ottiene: pratica edilizia dove serve, fatture intestate a chi detrae, bonifico parlante, detrazione in dichiarazione.

È il bonus più usato e il più ricco di regole: chi lo detrae, cosa succede se vendi casa, cosa cambia dal 2027. Vai alla guida completa al bonus ristrutturazione 2026, con calcolatore di quanto ti torna.

Ecobonus

A chi serve: a chi fa lavori che riducono i consumi energetici della casa.
Cosa copre: cappotto e isolamento di pareti e tetto, infissi, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari (tende da sole, persiane), building automation.
Come si ottiene: come il bonus ristrutturazione, più un adempimento: la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per alcuni interventi serve anche l'asseverazione di un tecnico.

L'ecobonus non ha un tetto unico: ogni intervento ha il suo massimale di detrazione, cioè il tetto dell'importo che porti in dichiarazione.

Ecobonus 2026 — massimali di detrazione per tipo di intervento
InterventoDetrazione massima
Riqualificazione energetica globale dell'edificio100.000 €
Isolamento di pareti, tetti e pavimenti (cappotto)60.000 €
Infissi e serramenti60.000 €
Schermature solari e tende tecniche60.000 €
Pannelli solari termici per acqua calda60.000 €
Pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa30.000 €

Sono tetti alti: con il 50% sugli infissi il massimale di 60.000 € corrisponde a una spesa di 120.000 €. Nella pratica non ti tocca quasi mai.

Le caldaie a gas non ci sono più. Le spese per le caldaie alimentate solo da combustibili fossili sono escluse. Oggi la strada agevolata è la pompa di calore o il sistema ibrido: vedi quanto costa sostituire la caldaia.

Bonus mobili ed elettrodomestici

A chi serve: a chi ha un cantiere aperto e deve riarredare.
Cosa copre: mobili nuovi (cucine, armadi, letti, divani, materassi, lampade) e grandi elettrodomestici nuovi, con classe energetica minima: A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori.
Come si ottiene: ci deve essere una ristrutturazione in corso, iniziata non prima del 1° gennaio dell'anno precedente l'acquisto. Qui il bonifico parlante non è obbligatorio: valgono anche carta di credito e bancomat. Contanti e assegni no.

La detrazione è il 50% su un massimo di 5.000 € di spesa per unità immobiliare: al massimo 2.500 € recuperati in 10 anni. Il tetto è dell'immobile, non del singolo mobile.

Sismabonus

A chi serve: a chi possiede un immobile in zona sismica 1, 2 o 3. La zona 4 è esclusa.
Cosa copre: interventi di messa in sicurezza statica e miglioramento sismico delle strutture.
Come si ottiene: serve un tecnico strutturista che classifichi il rischio prima e dopo l'intervento, secondo il DM 58/2017. La comunicazione ENEA qui non serve.

Le vecchie aliquote legate al salto di classe di rischio (70%, 75%, 80%, 85%) non si applicano più: nel 2026 vale lo schema comune, 50% o 36% su 96.000 €, in 10 anni.

Bonus barriere architettoniche

A chi serve: a chi deve rendere accessibile una casa o un condominio.
Cosa copre: rampe, ascensori e servoscala, allargamento di porte e passaggi, bagni accessibili, percorsi esterni, automazioni di porte e serramenti.
Come si ottiene: nel 2026 non c'è più un bonus dedicato. La detrazione del 75% si è chiusa il 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata.

Questi lavori però non restano scoperti: rientrano nel bonus ristrutturazione al 50% o al 36%, entro 96.000 €. Restano validi i requisiti tecnici del DM 236/1989: fatti seguire da un tecnico.

Bonus verde

A chi serviva: a chi rifaceva giardini, terrazzi e impianti di irrigazione.
Cosa copre: nel 2026 niente. Si è chiuso il 31 dicembre 2024 e non è stato prorogato.
Come si ottiene: chi ha speso entro il 2024 porta in dichiarazione le rate residue, fino a esaurimento delle 10.

Le opere edilizie vere e proprie sull'esterno (recinzioni, muretti, pavimentazioni, rifacimento di terrazzi) possono comunque rientrare nel bonus ristrutturazione. La semplice sistemazione a verde, invece, oggi non è agevolata.

Conto termico 3.0

A chi serve: a chi installa impianti a fonti rinnovabili e vuole i soldi subito invece che in dieci anni.
Cosa copre: per i privati sul residenziale conta soprattutto l'impianto — pompa di calore, biomassa, solare termico — più che l'involucro.
Come si ottiene: non passa dalla dichiarazione. È un contributo a fondo perduto del GSE, da richiedere sul portale entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

La versione 3.0 è in vigore da fine dicembre 2025 e operativa sul portale GSE dal febbraio 2026. Il vantaggio è la velocità: se l'importo è contenuto il contributo arriva in un'unica soluzione, altrimenti in poche rate annuali. Le percentuali cambiano molto per intervento e per tipo di richiedente, e per i privati sul residenziale l'accesso è limitato: da confermare caso per caso sul sito del GSE. Un punto fermo: sullo stesso intervento non puoi prendere il conto termico e la detrazione. Si sceglie.

Superbonus: cosa resta nel 2026

A chi serve: ormai a pochissimi.
Cosa copre: nel 2026 il 110% sopravvive solo per gli immobili danneggiati dagli eventi sismici del Centro Italia successivi al 2009, nei comuni con stato di emergenza.
Come si ottiene: con requisiti stringenti, che di norma richiedevano l'avvio delle procedure già negli anni scorsi.

Per tutti gli altri il superbonus è finito il 31 dicembre 2025. Chi ha fatto lavori negli anni scorsi continua però a portare in dichiarazione le rate residue. Sconto in fattura e cessione del credito restano bloccati, salvo casi residuali.

💬 Parola di cantiere: in venticinque anni ho visto pochissime detrazioni perse perché il lavoro non ne aveva diritto. Le ho viste perdere quasi tutte per errori banali: il bonifico fatto normale invece che parlante perché "tanto è uguale", la CILA che nessuno ha presentato perché il cliente pensava la facesse l'impresa e l'impresa pensava la facesse il geometra, la comunicazione ENEA dimenticata a lavori finiti. Il cantiere era perfetto, la carta no. Prima di firmare metti nero su bianco chi fa cosa: chi presenta la pratica, chi manda l'ENEA, chi ti dà le fatture. Tre righe che valgono migliaia di euro.
Dall'esperienza di 25 anni in cantiere del fondatore di TrovaImpresa.

Come non perdere la detrazione

Il bonifico parlante

È il pagamento dedicato alle detrazioni: quasi tutte le banche lo hanno come voce a parte nell'home banking ("bonifico per detrazione fiscale"). Dentro ci devono stare tre cose:

I documenti da conservare

Vanno tenuti per tutta la durata della detrazione e qualche anno oltre: fatture intestate a chi detrae, ricevute dei bonifici, pratica edilizia con la data di presentazione, eventuale asseverazione del tecnico, ricevuta ENEA e — in condominio — delibera e tabella millesimale con la spesa a te attribuita.

La comunicazione ENEA e i tempi

Riguarda i lavori che fanno risparmiare energia: ecobonus, ma anche diversi interventi detratti con il bonus ristrutturazione (infissi, fotovoltaico, generatori efficienti). Si manda entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per il sismabonus non serve. Se salti il termine c'è la remissione in bonis: si comunica in ritardo pagando una sanzione fissa, entro il termine della dichiarazione.

Chi può detrarre

Non solo il proprietario: anche l'inquilino con contratto registrato, il comodatario, l'usufruttuario, il familiare convivente che sostiene la spesa. La regola è una: detrae chi paga, quindi fatture e bonifici a nome suo. Attenzione all'aliquota: il 50% spetta solo a chi è proprietario o titolare di un diritto reale e usa l'immobile come abitazione principale. Inquilino e familiare convivente detraggono al 36%.

Un limite in più per i redditi alti: sopra i 75.000 € di reddito c'è un tetto complessivo annuo alle detrazioni, variabile in base al reddito e ai familiari a carico. Non riguarda solo i bonus casa, ma può ridurre quanto recuperi davvero: se sei in quella fascia, fatti fare due conti dal commercialista prima di iniziare.

Gli errori che fanno perdere il bonus

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Domande frequenti sui bonus casa 2026

Quali bonus casa ci sono nel 2026?

Bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e bonus mobili, più il conto termico del GSE. Il superbonus resta solo per gli immobili danneggiati dai terremoti del Centro Italia. Bonus verde e bonus barriere architettoniche al 75% non sono stati prorogati.

Qual è la percentuale di detrazione nel 2026?

Per ristrutturazione, ecobonus e sismabonus è il 50% se l'immobile è la tua abitazione principale e ne sei proprietario o titolare di un diritto reale, il 36% in tutti gli altri casi. Il bonus mobili è al 50% per tutti, su un massimo di 5.000 €.

Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora?

No: si è chiuso il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato. Nel 2026 rampe, ascensori, servoscala e bagni accessibili rientrano nel bonus ristrutturazione, quindi al 50% o al 36% entro 96.000 € di spesa.

Posso usare due bonus diversi sulla stessa casa?

Sì, se sono lavori diversi: per esempio il sismabonus sulle strutture e l'ecobonus sul cappotto. Quello che non puoi fare è agevolare lo stesso intervento con due bonus: lì si sceglie l'agevolazione più conveniente.

Entro quando va fatta la comunicazione all'ENEA?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul portale ENEA. Serve per l'ecobonus e per gli interventi di risparmio energetico detratti con il bonus ristrutturazione, non per il sismabonus. In caso di ritardo c'è la remissione in bonis.

Può detrarre anche chi è in affitto?

Sì. Detrae chi sostiene la spesa: inquilino con contratto registrato, comodatario, usufruttuario o familiare convivente, purché fatture e bonifici siano a suo nome. L'aliquota però è il 36%: il 50% spetta solo al proprietario (o titolare di diritto reale) che ci ha l'abitazione principale.

⚠️ Verifica sempre prima di spendere. Le regole dei bonus casa cambiano con ogni legge di bilancio, spesso a fine dicembre per l'anno che comincia. Questa pagina è divulgativa e aggiornata ad agosto 2026, non è consulenza fiscale: prima di firmare un preventivo controlla le aliquote in vigore sul sito dell'Agenzia delle Entrate o fatti confermare la tua situazione da un commercialista o da un CAF.

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