Bonus casa 2026: tutte le detrazioni in una pagina
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Il bonifico parlante
È il pagamento dedicato alle detrazioni: quasi tutte le banche lo hanno come voce a parte nell'home banking ("bonifico per detrazione fiscale"). Dentro ci devono stare tre cose:
- La causale con il riferimento alla norma che dà diritto alla detrazione: la banca la propone già scritta, non riscriverla a mano.
- Il codice fiscale di chi detrae. Se in dichiarazione ci va tua moglie, il codice è il suo. Se detraete in due, mettili entrambi.
- La partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che incassa, uguale a quello sulla fattura.
I documenti da conservare
Vanno tenuti per tutta la durata della detrazione e qualche anno oltre: fatture intestate a chi detrae, ricevute dei bonifici, pratica edilizia con la data di presentazione, eventuale asseverazione del tecnico, ricevuta ENEA e — in condominio — delibera e tabella millesimale con la spesa a te attribuita.
La comunicazione ENEA e i tempi
Riguarda i lavori che fanno risparmiare energia: ecobonus, ma anche diversi interventi detratti con il bonus ristrutturazione (infissi, fotovoltaico, generatori efficienti). Si manda entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per il sismabonus non serve. Se salti il termine c'è la remissione in bonis: si comunica in ritardo pagando una sanzione fissa, entro il termine della dichiarazione.
Chi può detrarre
Non solo il proprietario: anche l'inquilino con contratto registrato, il comodatario, l'usufruttuario, il familiare convivente che sostiene la spesa. La regola è una: detrae chi paga, quindi fatture e bonifici a nome suo. Attenzione all'aliquota: il 50% spetta solo a chi è proprietario o titolare di un diritto reale e usa l'immobile come abitazione principale. Inquilino e familiare convivente detraggono al 36%.
Gli errori che fanno perdere il bonus
- Pagare con bonifico normale o in contanti. L'errore numero uno. Senza bonifico parlante (o carta, per il solo bonus mobili) la detrazione non c'è.
- Fattura intestata alla persona sbagliata. Se paga e detrae tuo marito, la fattura non può essere a nome tuo.
- Iniziare i lavori senza la pratica edilizia. CILA o SCIA vanno presentate prima: vedi quale pratica serve.
- Dimenticare l'ENEA. 90 giorni dalla fine lavori: segnalo in calendario il giorno che chiude il cantiere.
- Comprare i mobili prima di aprire il cantiere. Conta la data della fattura: deve essere successiva all'inizio dei lavori.
- Contare su una detrazione più grande dell'IRPEF che paghi. La rata non usata si perde: chi è incapiente deve farci i conti prima.
- Sommare due bonus sullo stesso lavoro. Si sceglie un'agevolazione sola: o ristrutturazione, o ecobonus, o conto termico.
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Domande frequenti sui bonus casa 2026
Quali bonus casa ci sono nel 2026?
Bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e bonus mobili, più il conto termico del GSE. Il superbonus resta solo per gli immobili danneggiati dai terremoti del Centro Italia. Bonus verde e bonus barriere architettoniche al 75% non sono stati prorogati.
Qual è la percentuale di detrazione nel 2026?
Per ristrutturazione, ecobonus e sismabonus è il 50% se l'immobile è la tua abitazione principale e ne sei proprietario o titolare di un diritto reale, il 36% in tutti gli altri casi. Il bonus mobili è al 50% per tutti, su un massimo di 5.000 €.
Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora?
No: si è chiuso il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato. Nel 2026 rampe, ascensori, servoscala e bagni accessibili rientrano nel bonus ristrutturazione, quindi al 50% o al 36% entro 96.000 € di spesa.
Posso usare due bonus diversi sulla stessa casa?
Sì, se sono lavori diversi: per esempio il sismabonus sulle strutture e l'ecobonus sul cappotto. Quello che non puoi fare è agevolare lo stesso intervento con due bonus: lì si sceglie l'agevolazione più conveniente.
Entro quando va fatta la comunicazione all'ENEA?
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul portale ENEA. Serve per l'ecobonus e per gli interventi di risparmio energetico detratti con il bonus ristrutturazione, non per il sismabonus. In caso di ritardo c'è la remissione in bonis.
Può detrarre anche chi è in affitto?
Sì. Detrae chi sostiene la spesa: inquilino con contratto registrato, comodatario, usufruttuario o familiare convivente, purché fatture e bonifici siano a suo nome. L'aliquota però è il 36%: il 50% spetta solo al proprietario (o titolare di diritto reale) che ci ha l'abitazione principale.
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